Oggi voglio parlarvi di un concetto che, a mio parere, è profondamente legato all’Eudaimonìa, cioè alla realizzazione del nostro essere più autentico: la libertà di essere eccentrici.
Quando pensiamo a una persona “eccentrica”, spesso la nostra mente va subito a qualcuno che sfida le convenzioni, che si veste in modo stravagante o che agisce in maniera fuori dagli schemi. Ma, in realtà, l’essere eccentrici non ha nulla a che fare con il concetto di “stravaganza”. Non si tratta di un’espressione esagerata o di un comportamento che vuole attirare l’attenzione.
Essere eccentrici significa piuttosto ritrovare la propria unicità, abbracciare la propria originalità e la propria autenticità, senza il timore di essere giudicati o di conformarsi agli standard imposti dalla società. È un atto di coraggio e di auto-espressione, che ci consente di essere davvero noi stessi, anche se questo significa essere diversi o unici rispetto agli altri.
Quando vivevo in Italia, ho avuto la fortuna di imbattermi nel lavoro di Raffaele Morelli, uno psicoterapeuta e divulgatore che ha profondamente influenzato la mia visione della vita e della psicologia. I suoi libri e i suoi video mi hanno accompagnato in un viaggio di conoscenza e comprensione di me stessa, aiutandomi a trovare il coraggio di esprimere la mia individualità senza paura del giudizio degli altri.
In uno dei suoi video, Raffaele ha parlato di un concetto che mi ha colpito molto, dicendo che, secondo lui, c’è una libertà che dovrebbe essere considerata più importante di tutte le altre: la libertà di essere eccentrici. Ma cosa significa davvero essere eccentrici? E soprattutto, perché questa libertà è così fondamentale?
Raffaele spiega che “eccentrico” non è solo un termine che descrive una persona che agisce in modo bizzarro o fuori dal comune. “Eccentrico” è un termine che fa riferimento a quella parte di noi che non è collocabile. È qualcosa che non può essere definito, né inquadrato, né sistematizzato. Ed è proprio questa parte “indefinita” di noi a essere il cuore della nostra unicità.
Secondo Morelli, molto spesso, questa parte eccentrica di noi, quella che esprime la nostra vera essenza, viene vista come un “disturbo” perché non si conforma ai canoni di ciò che è socialmente accettato o “normale”. Ecco perché, quando una persona si sente costretta a cambiare per adattarsi alle aspettative degli altri, questo può portare a manifestazioni di disagio, come ansia o attacchi di panico. La ricerca della normalità a tutti i costi, il desiderio di rispondere a un personaggio che gli altri si aspettano da noi, può farci perdere di vista ciò che siamo veramente. Ciò che emerge in noi, e che è tanto prezioso, è proprio quella parte eccentrica che ci rende unici.
Morelli continua spiegando che, quando non permettiamo a questa parte di noi di emergere, il risultato può essere, paradossalmente, un disturbo. Non si tratta di un disturbo patologico, ma di un blocco emotivo, un’inibizione che nasce dal non essere autentici. Se non esprimiamo il nostro “eccentrico”, se non facciamo uscire quella parte di noi che non rientra negli schemi, siamo destinati a vivere una vita in cui il nostro vero io rimane schiacciato dalla pressione esterna.
Per esempio, quando ci imponiamo di avere un corpo perfetto per rispondere a un ideale estetico, o quando ci adeguiamo ai desideri di una famiglia che vuole vedere in noi un determinato tipo di persona, stiamo nascondendo la nostra eccentricità, la nostra libertà interiore. E il risultato non è solo un senso di frustrazione, ma una vera e propria disconnessione da noi stessi.
Ma la libertà di essere eccentrici è, secondo Morelli, un passaggio fondamentale per trovare la felicità autentica. L’eccentricità non è una follia, non è un “disturbo”. È semplicemente l’espressione di ciò che siamo veramente, senza compromessi, senza maschere. È quella parte di noi che non si lascia definire da etichette, da ruoli imposti, da aspettative esterne.
Quindi, se c’è una lezione che possiamo trarre dal lavoro di Raffaele Morelli, è che non dobbiamo temere la nostra eccentricità, ma al contrario, dobbiamo imparare ad abbracciarla. È un atto di libertà profonda, che ci permette di essere davvero noi stessi. Solo quando smettiamo di cercare di essere qualcun altro, e ci permettiamo di esprimere la nostra individualità senza paura, possiamo sperimentare quella vera Eudaimonìa, cioè il benessere che nasce dal vivere in armonia con la nostra vera essenza.
Essere eccentrici non significa essere strani o esagerati, ma essere autentici, senza paura di essere giudicati. La vera libertà sta nell’abbracciare la nostra unicità, nel non cercare di adattarci a un modello che non ci rappresenta. E, forse, questo è il segreto per vivere una vita veramente piena e soddisfacente.

